Sandro's blog dal 2006

wripainter – mia pittura e scrittura

Il senso del viaggio – parte undicesima

  • Meridiani letterari.

Non passa molto tempo dal periodo della nascita di un’ età della ragione che l’ orientamento cambia paradigma. Possiamo far partire da Shakespeare il mutamento d’ orizzonte nel corso dell’ andamento del viaggio (gli inglesi sono sempre stati i viaggiatori per eccellenza: marinai, conquistatori, esploratori, alpinisti, turisti, viaggiatori di ogni sorta; pensiamo che solo in dieci anni tra il 1760 e il 1770, sia per divertimento che a scopi culturali non meno di quarantamila inglesi hanno intrapreso il viaggio sul continente). Da quello medievale verso oriente per motivi mistici, continuato nell’ età rinascimentale sempre sul Parallelo per motivi mercantili, il viaggio in Shakespeare diventa uno spostamento sull’ asse Nord-Sud; corre sul Meridiano. Scende. Sale. E settentrione/mezzogiorno è un asse essenzialmente letterario.

Dall’ Inghilterra all’ Italia, da Venezia a Cipro, da Colonia a Napoli, dalla Danimarca all’ Africa – e ritorno, l’ età Elisabettiana guarda alle possibilità di cultura e ricchezza artistica nel vicino Sud dell’ Europa. Il Cinquecento italiano diventa il secondo termine di paragone per ogni abitante del Nord. Gli scozzesi di Maria Stuart guardano “giù” al Papa come a Roma si guardava in “su” a Lutero; i francesi scendono in Italia, l’ Armada spagnola si alza, Re Gustavo si incunea nell’ Europa scendendo col suo esercito. Crolla l’ impero di Carlo V disteso da Levante a Ponente, Re Lear si sposta in Francia, i Gentiluomini a Verona, Otello a Cipro, la Tempesta a Napoli, nell’ isola in Africa. L’ Italia già incomincia a diventare il paese feroce delle Cronache di Stendhal , dei Cenci, l’ Italia violenta dei Pazzi, dei Borgia, l’ Italia del Castello d’ Otranto di Walpole, the Italian or the Confessional of black Penitents di Ann Radcliff, l’ Italia quella povera di J. Addison, quella sporca di Samuel Sharp, quella senza vetri alle finestre di Goethe

“la gente vive una vita rilassata, noncurante: prima di tutto le porte non hanno serrature, (…) in secondo luogo le finestre sono chiuse da carta oleata anziché da vetri; infine manca una comodità importante …”

“da ciò deriva quella sporcizia e scomodità delle abitazioni che a noi fa tanto effetto: la gente è sempre fuori e , nella sua spensieratezza, non si dà cura di nulla”.

“Tornando a Napoli, destarono la mia curiosità certe casette a un sol piano: sono stranamente costruite, prive di finestre, e le stanze ricevono luce solo dalla porta che dà sulla strada. Gli abitanti stanno a sedere sull‘uscio dall’ alba fino a notte, finchè poi si ritirano nei loro antri”. [1]

l’ Italia folle di mostri alla villa Palagonìa di Palermo o dei miracoli a Napoli e Roma – rimane sì indietro nella corsa alla civiltà, ma pure per il raffinato del ‘600 elisabettiano è ancora il paese che dà lezioni a tutti col Cortegiano di Castiglione. Il turista del Volpone di Ben Johnson  è quasi sorpreso dall’ ambiente di Venezia, dai raggiri, dalle truffe; ma lo stato della Serenissima era quello dove era sorta una università, a Padova, ben prima di quelle di Cambridge o di Oxford, dove era tollerata l’ eresia, dove era venuto Erasmo, dove c’era Aretino.

Doppia immagine dell’ Italia. Da un lato inizio della decadenza verso un’ economia immobile, verso secoli di razzie e invasioni straniere; dall’ altro paese ancora mitico e meta di pellegrinaggi, del viaggio comme il faut, dell’ arte. Il viaggio del Settecento sarà un viaggio “letterario” in certo modo sempre “da” e “verso” l’ Italia; fino a Stendhal e a Duclos insomma si può vedere bene questa duplice immagine. Da ora fino all’ Ottocento il Meridiano ideale diventa quello di Roma.

Un libro stampato alla fine del Cinquecento, in periodo elisabettiano, illustra bene questa doppia visione di un’ Italia tra mito e realtà. Thomas Nashe, come Shakespeare, in  Italia non ci venne mai. Ne sapeva abbastanza però, per dirne di tutti i colori. Tutti infatti a quel tempo sapevano qualcosa dell’ Italia. Viaggiatori, memorialisti, corrispondenti epistolari ne avevano scritto a non finire, da Fynes Moryson a Thomas Caryate a Gorge Sandys a John Eveline o a Rymond. L ‘Italia insomma

“sarebbe inutile descriverla… dal momento che chiunque abbia bevuto con un viaggiatore anche una sola volta è in grado di parlarne”[2]

si tratta solo di inventare, avendo un po’ di fantasia per colorire e sapendo per certo che, in quanto a stranezze, l’ Italia non delude mai.

“Ad un certo punto decisi di viaggiare. La fama dell’ Italia, e la speciale affezione che nutrivo per la poesia, mia seconda signora, per la quale l’ Italia va così famosa, mi aveva completamente rapito a questa decisione. (…) Giungemmo a Venezia in poco tempo. Là non avevamo ancora avuto il tempo di guardarci attorno che un raro ruffiano di qualità superiore, vestito a puntino come un gentiluomo e con una mezza dozzina di lingue diverse nella borsa, ci trattenne nel nostro stesso idioma…”[3].

Non ci stupisce tutto ciò. Un secolo dopo, la garbata Lady Montagne nelle sue lettere scriverà al marito:

” Mi dicono che gli inglesi sono sempre attorniati da innumerevoli abiette spie, ed io ho avuto tanto spesso la mala ventura di trovare dei falsi testimoni che deponevano contro di me, che temo la mia cattiva stella anche in questa occasione”. (…)”Venezia non è una città dove si possa fare fortuna”.[4]

Nel libro di Nashe troviamo pure una trattazione dettagliata del tema del viaggio, come potrebbe essere quella che ne farà Sterne, o quella che possiamo ricavare da Fielding o da Dickens.

“Dimmi – viene chiesto al protagonista – qual è la ragione per cui vaghi così lontano dall’ Inghilterra e sei venuto a visitare una nazione così strana? (…) Forse hai intrapreso ambiziosamente questo viaggio per essere piu’ stimato degli altri del tuo rango: queste boriose fantasie non sono altro che penne d’ Icaro … (che) rigetteranno in un mare di confusione. Il primo viaggiatore fu Caino ed egli fu chiamato vagabondo rinnegato sulla faccia della terra… Dio non ebbe maledizione piu’ grande da gettare sugli israeliti che quella di guidarli fuori del loro paese. (…) Quella che fu per loro una maledizione noi inglesi la stimiamo la nostra somma benedizione: non è nessuno chi non ha viaggiato”.[5]

Ecco dove nasce uno dei motivi della letteratura inglese che, dal periodo elisabettiano attraverso Barry Lindon fino a Bryedone e Lord Byron, fa del viaggio in Europa verso il Mezzogiorno, un momento di formazione della persona, l’ acquisizione di un’ esperienza, la scelta della propria vocazione, la ricerca di sè. I temi di Sterne, di Heine, di Goethe ( come era accaduto da Montagne a Montesquieu fino a Taine e Baryquet per i francesi) nascono da quest’ idea del tour per l’ Europa. Naturalmente non è solo dal 1600 che gli inglesi si accorgono dell’ esistenza dell’ Italia: chierici, soldati, mercanti e studenti era dal medioevo che vi si recavano; ma solo da ora nasce l’ idea del “viaggio letterario” e solo dal ‘600 il Meridiano diventa un itinerario artistico. E’ il viaggio dal freddo al caldo, dalla nebbia al sole, dal rigore al clima mite e spensierato. Da Nord a Sud.


[1] J. W. Goethe: Viaggio in Italia, 1983 Mondadori, Milano, p. 27- p.51 – p. 216

[2] A. Serotti INTRODUZIONE  a Thomas Nashe: Il viaggiatore sfortunato (1593) Torini, einaudi, 1972,p. VIII .  “Finora in Italia ho veduto solo queste due città e ho parlato solo con pochi, , ma i miei italiani li conosco già bene.” J.W.Goethe, op. cit. p. 60

[3] Thomas Nashe: op. cit. p.63

[4] Lady Montagne: Lettere, (10 Ottobre da Venezia) in C. Albini-Petrucci: Inglesi in Italia nel sec. XVIII, Carcalla, Lanciano, 1916, p.19 e p. 74

[5] T. Nashe, op. cit, p.III

Annunci

One thought on “Il senso del viaggio – parte undicesima

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: