Sandro's blog dal 2006

wripainter – mia pittura e scrittura

Il senso del viaggio – parte nona

  • Paralleli mistici.

Nel Medio Evo il corso dell’ uomo seguiva quello della Terra dietro all’ arco del sole, da Oriente a Occidente. L’ orientamento era un concetto preso alla lettera; il mondo era rivolto ad oriente, indirizzato sull’ asse alba-tramonto, in armonia con il Firmamento. Nelle carte del tempo le regioni orientali sono le piu’ prossime a Dio e formano la parte della Terra che da lui prende luce: ex oriente lux. Il paradiso terrestre risulta il punto di orientamento di tutte le regioni della terra, la  parte piu’ prossima a Dio e punto intermedio fra cielo e terra, fra Cristo e l’ umanità. Al lato opposto si trovano le colonne d’ Ercole, limite del mondo abitato, e sul centro del parallelo ideale che le congiunge al Paradiso si trova Gerusalemme. Su questo stesso parallelo ideale si trovano pure la torre di Babele al centro del mondo orientale e Roma al centro del mondo occidentale. Il tracciato orizzontale del Parallelo ricalca la divisione classica di Erodoto (che resisterà fino a Tolomeo) della divisione tra Europa – a nord della linea – ed Asia – a sud della linea che dal Mar Nero seguiva il fiume Phasis, il Mar Caspio e il fiume Arasse per perdersi, all’ infinito, verso Est.

Queste “linee” geografiche, fanno presto a diventar “linee escatologiche”, L’ idea dei “due mondi” non è certo riservata solo ai nostri tempi civilizzati in senso bipolare, il Nord ricco ed il Sud povero. Pensiamo a Dante: la geografia della Commedia consiste di due emisferi: meridionale (il cui centro è l’ Eden) e settentrionale (il cui centro è Gerusalemme). La simmetria degli antipodi è quella che porta a “riveder le stelle” alla fine del poema – ma sono quelle dall’ altra parte – che stanno a significare che il tragitto è stato compiuto, è sbucato di là.

Ben piu’ che una moda passeggera l’ orientamento Levante/Ponente è insito nella natura dell’ uomo a livello archetipo e percorre le tappe storiche della sua evoluzione, i diversi momenti delle varie società e i diversi gradi di civilizzazione. E’ in questo quadro naturale dell’ uomo, quello che da Ur in Caldea fino alla Parigi di Filippo il Bello -passando per la Roma imperiale, si è lentamente formato ciò che noi chiamiamo civiltà. E la nostra civiltà non può uscire dai condizionamenti in cui è stata avvolta in periodi antichi. Le nostre città, ad esempio, rispecchiano questo andamento del corso solare; l’ agglomerato, la densità umana si dispone ancora oggi secondo coordinate antiche e si struttura come l’ arco solare sopra l’ emisfero. “Bisogna tenere conto degli elementi misteriosi che operano in tante città, facendole sviluppare in direzione di ponente, e condannando così i loro quartieri orientali alla miseria e alla decadenza; espressione elementare, forse, di quel ritmo cosmico che, dalle sue origini, ha pervaso l’ umanità con la convinzione inconscia che il senso del movimento solare sia positivo, il senso inverso negativo, che l’ uno traduca l’ ordine, l’ altro il disordine.(…) Da tempo non adoriamo piu’ il sole e abbiamo smesso di attribuire ai punti cardinali qualità magiche, colori e virtù. Ma per quanto il nostro spirito euclideo sia diventato ribelle alla concezione qualitativa dello spazio, non possiamo impedire che i grandi fenomeni astronomici, o anche soltanto meteorologici, influiscano sulle diverse zone della Terra con un coefficiente impercettibile ma indelebile: non possiamo impedire che, per ogni uomo, la direzione est-ovest sia quella del compimento; e che per l’ abitante delle zone temperate dell’ emisfero australe il nord sia la sede del freddo e della notte, il sud quella del calore e della luce.”[1]

Il “cammino della civiltà” della storia ripercorre anch’esso il movimento solare. Da Sant’ Agostino (De Civitate Dei) agli argonauti di Ariosto

“del sole imitando il cammin tondo

ritrovar nuove terre e nuovo mondo”

(Furioso, XV, 21)

fino a Burnett la teoria Eliotropia del movimento del corso della storia da Levante a Ponente– l’ India in origine, e poi più a ovest la Persia, la Siria, l’ Egitto, quindi la Grecia, Roma, la Francia, Spagna, Inghilterra sempre spostandosi sul Parallelo l’ America, Giappone, Cina e poi di nuovo India le prossime – aspettando d’ esser sostituita dallo spirito dei popoli che si avvicendano a guidarla – rimarrà per secoli radicata nella cultura.

Dall’ antichità l’ importanza  dei grandi fiumi Indo e Gange, si sposta piu’ a ovest verso il Tigri, l’ Eufrate e il Nilo; quindi lo Stige e il Tevere della Roma Imperiale; sempre più ad ovest si viene poi al Danubio delle corti europee, al Reno delle prime industrie tessili manifatturiere, alla Senna, il Tamigi dell’ Impero Britannico; si passa quindi ai fiumi tipicamente produttivi, dopo il Missisippi il Saint-Lawrence, il Rio delle Amazzoni, l’ Orinoco… “Ex oriente lux, ex occidente frux” riassume bene il nocciolo della questione.


[1] C. Levi Strauss, Tristi Tropici (1955), Milano, Saggiatore 1963, p.117-118

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