Sandro's blog dal 2006

wripainter – mia pittura e scrittura

Il senso del viaggio – parte decima

  • L’ orizzonte Occidentale

Sul Parallelo la direzione d’ oriente è la ricerca volta ad un passato, ad un ritorno, ad un recupero, è il senso di una nostalgia, di una rincorsa: viaggio mistico (pensiamolo anche il tempi recenti: Flaubert, Nerval; Gauguin; Gozzano) alla ricerca di qualcosa di perduto. Il viaggio sul Parallelo che si muove a occidente, verso Ovest, affonda invece le sue radici nell’ antica cultura celtica. Sono l’ Irlanda e i paesi del Nord-ovest europeo a muoversi in quella direzione.  Ben prima di Colombo ci fu qualche spericolato che si mise in mare al di là del

“segno che prescritto

avea già ai naviganti Ercole invitto”

(Furioso, VI,27)

lo stretto di Gibilterra, confine con l’ Oceano. San Brandano e i suoi diciotto irresponsabili colleghi, presero come uniche precauzioni quelle di portare il vino per celebrare la Messa e di fare quaranta giorni di digiuno prima di costruire l’ imbarcazione (il resto spettava a Dio, che in effetti fece il suo servizio puntualmente). Altri si misero in mare per disperazione, o per scampare la forca.

Avendo sentito da un amico l’ avvistamento d’ una terra a Ponente dell’ Islanda mentre era trasportato dal vento fuori rotta, Eric, conosciuto come ‘il Rosso’ dal colore dei  capelli, decise di esplorarla e, se possibile, stabilirvisi. Partì con trenta navi, e dopo aver passato l’inverno in viaggio ( nel mare del Nord, si noti) riuscì ad arrivare con ben diciassette navi in Groenlandia; in seguito vi ritornò varie volte in questa che ormai era diventata sua seconda terra. La saga di Eric il Rosso e dei suoi consanguinei successori è piuttosto intricata. E’ un andirivieni tra Norvegia, Islanda, Greenland (chiamata così da Eric perché “la gente sarebbe stata attirata là se il paese avesse avuto un bel nome”). Curioso che il viaggio a ovest, già da allora ( il viaggio di  Eric è intorno al 980-990, quello di Brandano ancor prima, verso il 480) incominciasse a significare la ricerca di un “magazzino” di possibilità. Per Eric, greenland, vinland, l’ erba del pane, avena, gli alberi mosur – betulle da canoa e da costruzione; Brandano trova pecore, uccelli, pane bianco ( una novità) e radici squisite, abiti nuovi, mele, profumi, pezzi di mostro da mangiare, acqua, pentole…

Viaggio mistico? Si, in un certo senso, quello di San Brandano. Ma soprattutto una sfida, un salto verso l’ ignoto. Il viaggio a oriente era una progressione continua, costante, sempre piu’ lontano. Il viaggio a occidente un salto, un vagare nel mare, poco importa capitare alle Faroer o a Terranova, in Islanda o in Groenlandia, su isole inventate o che non c’ erano. E’ certo che questo viaggio contiene una buona dose di rischio. Dal punto di vista della concezione geografica di allora, gli abitanti dell’ Irlanda o della Norvegia, erano già ai confini, sul bordo dell’ emistero terrestre: andare piu’ in là era solo una scommessa. Eppure saranno proprio i nordici a compiere questo salto nel vuoto, ad aprire l’ orizzonte occidentale su un enorme spazio di possibilità e di terra che andrà a congiungersi col Catai ( dalla parte dell’ oriente). Certamente Magellano, Gomez, Terrazzano, Cartier aprirono gli spazi conosciuti- ma saranno soprattutto i norvegesi, da Eric a Thovald a Karlseni e poi Caboto, Rut, i capitani Frobischer e Devis che sposteranno definitivamente i confini della nuova Terra a occidente, fino alla Patagonia.

La direzione d’ occidente è un cammino nel futuro, ricerca del nuovo, dell’ incontaminato, del domani. Chateaubriand, in modo curioso, percorre entrambi i viaggi con opposte direzioni: da giovane oltre l’ Atlantico verso il Canada, anni piu’ tardi, verso la Terra Promessa in Medio- oriente; a inizio carriera cerca il futuro, da anziano il passato.

Il viaggio sul Parallelo a occidente è quello che allargherà i confini del mondo, che permetterà la scoperta delle Americhe, la salvezza dalle carestie nella vecchia Europa attraverso l’ introduzione di nuovi alimenti, che porterà nelle nostre case novità e ricchezze. Il tema di questo  viaggio è stato, e ritornerà ad essere nel Novecento, il viaggio verso il nuovo, la ricchezza, il futuro.

C’è infine un tipo particolare di viaggio sul Parallelo che non si può dimenticare: il pellegrinaggio. Questo può aver fatto pensare al viaggio Est-Ovest come un viaggio mistico facendolo coincidere con precisi luoghi di culto ( Terrasanta ad Est o  Galizia ad Ovest ). Ed effettivamente per pellegrinaggio si intende un viaggio ben preciso,

“in modo stretto, non s’ intende peregrino se

non chi va verso la casa di sa’ Jacopo “

( Dante , Vita nova, XL,7)

il pellegrino si muove sul Parallelo verso Terrasanta e verso la Spagna a San Giacomo di Compostela. Questo percorso resiste fino ai tempi dell’ Ariosto

“al monte Sinai fu peregrino,

a Gallizia promesso…”

(Furioso, XIX, 48)

addirittura fino ai nostri giorni, nelle gite parrocchiali affisse nelle sacrestie delle chiese delle nostre città.

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