Sandro's blog dal 2006

wripainter – mia pittura e scrittura

Il senso del viaggio: esperienze. parte ventitreesima

Il segreto del viaggio

Quando parliamo di spedizioni, percorsi, scoperte; quando parliamo di migrazioni, di tragitti, spostamenti, traslochi o tratte, la relazione spazio-temporale è data in termini quantitativi: un certo spazio percorso in un tempo definito, chilometri, giornate, velocità impiegata. Quando invece parliamo di “viaggi” il tempo e lo spazio assumono una definizione più qualitativa; le le coordinate spazio/temporali non sono più solo rappresentabili sugli assi cartesiani ma vengono ad istituire la natura di uno scambio. E’ una soluzione incrociata tra tempo e spazio quella che viene a definire il viaggio, facendo sì che si possa intuire lo spazio come fosse tempo e il tempo come fosse spazio , invertendoli. Come nella danza sciamanica dello stregone così nel viaggio lo spazio può assumere una  carica di valori temporali quali la dimenticanza, la memoria, il ricorso; il tempo può assumere e si carica di valori spaziali quali la descrizione, la visione nuova del paesaggio, le immagini che ci stanno di fronte. Nel viaggio si riesce così a leggere il tempo attraverso le caratteristiche dello spazio, cogliendo l’ immobilità della rappresentazione – pur nel suo fluire e si riesce a leggere lo spazio attraverso le caratteristiche del tempo, cogliendo lo svolgersi del cambiamento –pur nella sua staticità. Questa esperienza smarca il viaggio rispetto agli altri spostamenti, che siano escursioni, missioni, gite o itinerari.

Pensiamo alla incredibile pietra nera della prima scena di 2001 Odissea nello spazio, immagine immobile di uno spazio che “è” l’ immagine del tempo, fissità dell’ immagine nel paesaggio che “è” lo svolgersi del tempo in migliaia di anni. Il tempo è racchiuso e rappresentato nell’ immagine dello spazio intorno. Esempio opposto in cui il tempo viene a significare lo spazio, è la cultura nomade del deserto che misura in tempo la distanza dello spazio, in aspettativa la prossimità dell’ oasi.

In questa inversione delle categorie del tempo e dello spazio starebbe il segreto del viaggio. Lo spazio si carica di tempo e il tempo si carica dello spazio circostante facendo nascere una emozione che abbiamo definito ‘rivenire di una differenza’.

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