Sandro's blog dal 2006

wripainter – mia pittura e scrittura

Spiegare, spiegarsi

Come forse saprete, ho tenuto una mostra dei miei quadri.

Durante l’inaugurazione ho iniziato a parlare con un pittore un poco più anziano di me, figurativo, che mi consigliava per la prossima volta di preparare un breve scritto che introducesse i visitatori alla mia pittura.

Giorni dopo, un signore commentando i miei quadri gentilmente mi diceva che gli piacevano tutti, ma soprattutto il primo della serie “Oltre, al di là” che per facilità di riferimento riprodurrò qui:

E continuava, questo signore, dicendomi che ognuno nella pittura “moderna” ci vede quello che vuole, ma che a lui, senza offesa per me che l’avevo dipinto, questo piaceva perché ci vedeva un che di figurativo.

Ora se non è un paesaggio questo, davvero non so cosa possa esserlo.

Ascoltandolo, ascoltando questo signore, di buona cultura, elegante, apparentemente colto in maniera sufficiente, ripensavo al consiglio del pittore e anche un poco a Manzù, che esortava da anziano i suoi ammiratori e critici a non chiedergli cosa e perché, ma solo come: “come l’hai fatto?” Questa era l’unica domanda sensata per il Maestro Manzù.

Spiegare, spiegarsi apparentemente è quindi necessario fino a quando non si diviene al di sopra di tutto e di tutti come Manzù (cosa che ahimé al sottoscritto non capiterà mai se non altro perché non sono scultore).

Spiegare che io dipingo, come ogni altro pittore, ciò che vedo e come lo vedo e che io vedo forme colorate che interagiscono tra loro a comporre figure, insiemi, spiagge o montagne?

Spiegare che dipingere ciò che si vede non significa spegnere se stesso riducendosi a specchio (finto), ma che al contario significa ampliare quanto più possibile la propria sensibilità al fine di cogliere, capire quel che si vede, capirne l’essenza, ciò che non può non essere, quel che appare e che anche non appare, che va visto, studiato, osservato con calma e pazienza, come si fa sempre con ciò che davvero si vuole vedere.

Questo si deve spiegare? Spiegare che la pittura è composizione di segni e colori e che solo chi usa i colori può dirsi pittore, ma che i segni, i segni siamo noi, siamo ciò che vogliamo trasmettere con maggiore immediatezza e che più il segno è codificato, semplice, tradizionale, più l’autore vuole solo nascondersi, come chi gioca col vedo e non vedo per farsi meglio ammirare e, soprattutto, desiderare.

Questo devo spiegare? Perché non si vede? Evidentemente no.

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4 thoughts on “Spiegare, spiegarsi

    1. O fortunatos nimium, sua si bona norint Agricolas.

      E sappiamo tutti e due chi avrebbe detto questo………..

      Ciao Sa’…

  1. Come ti capisco.
    A me piace molto questo quadro.
    E mi piace molto anche ‘attesa’, in tutte e due le versioni, ma la blu moltissimo

    Però, ripensandoci, l’idea del testo non mi dispiace, ma non come spiegazione, bensì come interazione con le opere.
    Ma è solo una mia idea, da una che non ne sa nulla

    1. sì, forse hai ragione. l’attesa blu ahimé è stato venduto. rimane quello grande che evidentemente mi costa troppo venderlo. alla prossima mostra mi produrrò anche in un testo metaqualcosa…

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