Sandro's blog dal 2006

wripainter – mia pittura e scrittura

Immediatezza del quadro

L’altra sera, dopo cena, parlavo con un amico, filosofo e consulente aziendale, e gli dicevo una cosa sulla quale non avevo mai riflettuto prima.

Capita a volte, no?

A lui che mi prendeva in giro sul presunto, per lui, sforzo intellettuale e fisico connesso alla realizzazione di una quadro, rispondevo che un quadro corrisponde, da un certo punto di vista, ad un progetto, o, meglio, al summary di un progetto, alla sintesi di un progetto, che non possa per sua natura essere presentato e spiegato al possibile committente, ma debba essere solo spedito per posta e letto così, senza commenti.

Immaginate chi debba costruire una casa e riceva dall’archiettetto solo i disegni senza incontrarlo mai.

Oppure un signore che debba scegliere come ristrutturare la propria azienda e chieda a tre consulenti tre progetti diversi i quali poi non vengano presentati di persona, ma solo letti.

Ma ancora di più: progetti dei quali il possibile committente possa solo vedere il risultato finale, senza poter esiminarne la pianta o i dettagli costruttivi.

Lo so: il paragone regge poco, ma perdonate era notte e avevamo mangiato abbondantemente, ma oggi, ripensandoci, mi dico che la pittura, al contrario di ogni altra attività artistica e non, ha tra le proprie caratteristiche precipue quella di presentare lavori fermi, immobili, istantanei, senza un prima e senza un dopo, senza un tempo, senza una storia, se non quella raccontata nei centimetri quadri del quadro, ed oggi come oggi ha anche perso (anche se qualcuno cerca di rintrodurlo) il parametro della verosimiglianza “oggettiva” che quantomeno un tempo aiutava a comprendere e a distinguere il bravo pittore dallo scarpone (quorum ego).

Farsi capire, far capire il proprio linguaggio, quindi, necessita tempo, pazienza, ripetitività, volendo, ma soprattutto studio e semplificazione, per una disciplina, la pittura attuale, che non ha che se stessa, il proprio simulacro per creare un legame, una relazione con il proprio pubblico.

Detto così, forse il paragone strampalato dell’inizio acquisisce un qualche senso.

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