Sandro's blog dal 2006

wripainter – mia pittura e scrittura

Dipingere e vendere

L’altra sera una nuova amica mi chiedeva del mio essere pittore. Io rispondevo, con qualche ritrosia, sul mio dipingere da quando ero un ragazzino, alle medie, sempre per passione ed istinto, più che per ragionamento.

Poi lei, saputo di questo blog, ne deduceva interessi commerciali e mi chiedeva se vendevo, quanto avevo venduto e così via.

Non ho mai venduto nulla, nella convinzione personale, che l’arte, la mia arte, non vada venduta, almeno non da me.

C’è chi sa fare le scarpe e chi è capace a venderle e non sempre il secondo ha mai cucito una tomaia in vita sua. Io faccio scarpe. Io dipingo e scrivo. Non sono assolutamente capace di propormi in alcuna maniera. Parlo poco volentieri delle mie opere e le mostro altrettanto poco volentieri. Anche adesso che ho un età nella quale gli imbarazzi e le timidezze giovanili sono sparite da tempo. Non tutte, evidentemente. Che poi chi vende sappia di ciò che vende, è sicuro. Certo ne sa. viva Iddio, ma non necessariamente chi sa fare, sa anche vendere e vendersi. Anzi in arte è quasi sempre vero il contrario, il che, ahimé, fa prosperare lupi e lupetti, gente e gentaglia affamata di sangue ed emozioni altrui, disposta ad aiutare l’artista purché (lautamente?) remunerati. Questo è il mondo dell’arte, non diverso da molti altri mondi dell’economia.

L’economia, si sa, è regolata dalle propensioni: propensione a consumare, propensione a risparmiare e, nel caso dell’arte, propensione a produrre, a dispetto di ogni logica e obiettivo, solo per movimento peristaltico, si potrebbe dire con ironia da taverna, o da atto compulsivo.

Se l’artista produce anche se nessuno domanda, che valore possono avere le sue opere “alla produzione”? Esse dipendono esclusivamente dalla domanda, la cui elasticità e potenza determinerà i prezzi e la distribuzione della ricchezza. Ecco perché in arte (tutta, pittura, scultura, teatro, musica) chi ha in mano la domanda, chi la sa suscitare e ne sa governare ritmi e pulsioni ha in mano gran parte del fenomeno.

Io vendo? No, semplicemente perché fin qui nessuno è stato interessato a vendere le mie opere e io per primo non ho alcun interesse alla vendita delle stesse. Grazie a Dio ho altro per mantenermi e che mi permette anche il lusso di continuare le mie ricerche fatte di colori, linee e pensiero.

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