Sandro's blog dal 2006

wripainter – mia pittura e scrittura

Come e cosa dipingere – How and what I’m painting

Sono arrivato a dipingere ciò che dipingo ragionando, da un lato, sulla stilizzazione e sulla semplificazione del segno, tendenza assolutamente consolidata (e forse anche superata) nel mondo dell’arte e, dall’altro, ripensando a quanto ogni cosa dipenda da ciò che ha vicino. Ogni cosa noi si veda ha una strettissima relazione con quanto le sta vicino, tanto che la stessa cambia, la nostra visione di quella cosa cambia a seconda delle cose con le quali essa interagisce. La visione è piatta, uniforme e la profondità giunge solo attraverso il ragionamento. Un bimbo quando nasce non capisce la profondità. Passa ore a esperimentare la distanza. Oggi a noi pare innata, ma se ci ricordiamo quanto facevano i nostri figli verso i sei mesi (o anche prima), risulta evidente come il senso della prospettiva, la profondità, la distinzione delle cose dalle altre siano tutte attività apprese duramente nella nostra primissima infanzia. Inoltre noi vediamo tutto per masse, sia ciò che stiamo osservando che le cose ad esso vicine e i dettagli li cogliamo solo in un secondo momento, quando e se ciò che vediamo ha suscitato il nostro interesse.

Per questo dipingo masse e dettagli, linee colorate. I contorni delle cose spesso (sempre), i dettagli, li aggiungiamo noi a ciò che osserviamo. Quante volte ci si sbaglia nel ricordare esattamente come una persona, anche la meglio e più a lungo osservata, fosse vestita, aggiungendo o togliendo particolari.

 English translation (more or less):

I’m painting what I’m painting thinking to symplifying the sign and the drawning as much as possible (that is something well known in modern art) and about how much what we are looking at depends on the environment it lays. We look at things that have always a strict relationship with any other thing contained in the same eyescut. Our vision is always without any prospective view. The comprehension of any thing’s position in the space depends on our thinking. When one was born, he was completely without any comprehension of the space and he learnt it trying and trying again. Today looking at seems to us innate, but if we call back what our children were doing in their first six months life, it will clear that looking at is for sure a rational activity.

 

Moreover we see everything as a mass, a body (or a corpse if you prefer) and we are able to catch any detail only if and when what we are looking at has been interesting for us.

 

For these reasons I paint big colourful bodies with any details all around them.

 

About the themes, I am thinking about relationships within ourselves and out of ourselves.

 

Sui temi, sugli argomenti, invece, da tempo sto ragionando su due aspetti diversi: il primo è noi stessi e il modo col quale noi ci vediamo, ci rappresentiamo (tutta la serie degli autoritratti che ovviamente autoritratti non sono se non in chiave provocatoria); l’altro è sul rapporto tra noi e gli altri, sia inteso come nostra civilità e loro civiltà, sia inteso come legami psicologici e rappresentazione (anche caricaturale) dei vari profili psicologici e fisici.

 

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