In Maigret al Convegno dei Terranova, uno dei tanti racconti ambientati in riva alla Manica, Simenon mette in scena l’amore sacro e l’amore profano. Marie, la fidanzata senza macchia e senza paura, si contrappone ad Adele, la puttana, dal forte profumo, dal vestito rosso, lei che fa impazzire l’integerrimo capitano e anche turba e seduce anche il titubante fidanzato, il telegrafista. Adele è la causa involontaria d’ogni dramma e sciagura. D’altronde una donna a bordo lo sanno tutti che porta sfiga, tutti salvo il capitano, posseduto dalla smania d’amore senile.

Alla fine questa volta non c’è una donna che vince e una che perde (come nella Trappola – vedi puntata precedente). Ognuna ha la propria vita: la fidanzata diventando moglie e madre e la puttana… puttana.

In Maigret e il cane giallo, oltre a godere d’un Maigret giovanile, diverso, più chiacchierone, più furbastro, ma già perfettamente Maigret, va ancora una volta in scena un amore sofferto e disperato, la cui protagonista, Emma, è senza seno, ma con una strana e sensuale aria di malattia.

In tutti i romanzi e racconti c’è quindi almeno una donna, a volte anche più d’una, sempre con ruoli fondamentali per lo sviluppo della storia, siano esse portinaie (ma quante portinaie ha interrogato senza interrogare Maigret?), signore, sorelle, mogli, fidanzate, amanti.

Di solito non sono colpevoli, salvo che nel clamoroso caso della Camera Azzurra (con l’incipit più sensuale di tutti i romanzi di Simenon), la cui protagonista è una moderna Circa innamorata sensualmente e sessualmente del bello della classe che a poco a poco lo fa proprio e lo trascina all’inferno.

Qui Maigret non c’entra, è un romanzo comunque a carattere poliziesco, ma senza Maigret, che se lui ci fosse stato forse, dico forse, lui, Maigret, quel povero tonto del concupito avrebbe cercato di salvarlo, perché spesso, leggendo le avventure del commissario, si ha l’impressione che Maigret non sia tanto un poliziotto, quanto un dio bonario che ascolta le debolezze degli uomini (e delle donne), le fa proprie e poi giudica, al di là e oltre la legge degli uomini.

Simenon era così? Gran ascoltatore? Di enorme buon senso? Sensibile psicologo degli animi e delle debolezze umane? E se sì, come si sposa questa immagine paziente con l’impazienza dello scopatore seriale? Misteri della psiche umana.

Alla prossima.

Ps: ieri sera ho ascoltato stupito il divo porno Rocco Siffredi che a domanda ha risposto che in vita sua è andato a letto con circa cinquemila donne, professionalmente parlando. Cui aggiungere le avventure private. Ora che un professionista ormai un po’ agè (il ragazzo ha oggi 54 anni) denunci cinquemila “conquiste” e un dilettante come Simenon diecimila mi fa propendere per la spacconaggine.

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