Qualche sera fa nella cripta del Corpus Domini di via Pagano a Milano, il coro Glass Armonico, diretto da Anita Dordoni, ha eseguito lo Stabat Mater di Pergolesi.

Queste sono le piccole note prese durante l’esecuzione.

Cripta. Notturno. Luci sufficienti. Musica solo vocale. Accompagnamento organo sufficiente. Come la luce. La luce che ci accarezza, qui nella cripta. Come la musica. Sotto. Pergolesi. Entro che il coro sta cantando. Ritardo. Come al solito. Lavoro.

Intervallo. La voce del prete. Microfono. Alta e forte. Cosa e chi è il mio prossimo? si chiede. Dice Matteo: colui che ha compassione. Questo ci racconta il prete. La compassione è ciò che ci rende uomini e donne.

Poi la Madonna riprende introdotta dalle note silenziose dell’organo. Voce sottile, sembra, ballando con le note dell’organo. Ne intuisco la potenza trattenuta. Esile ragazza, la Madonna, poi si apre e spacca la cripta col suo respiro che diventa nota. Brava. Molto. Il coro riprende
fingendosi ragazzi che corrono.

Contralto adesso. Maria Maddalena? L’introduzione è quasi una marcia. Quasi un recitativo. La musica è un metronomo che scandisce, lento e regolare, la parola nel doloro si fa atona, senza accenti, senza inflessioni, solo dolore. Solo il dolore della Maria dolorante.

Poi il prete riprende. E parla di un figlio e di una madre. La compassione.

Mi distraggo e penso, immagino quale annilichimento possa provare un genitore che assista alla morte del proprio figlio? Non solo venirlo a sapere, ma proprio vederlo, vederne la morte, assistervi. E non solo un genitore, ma una madre, sua madre, colei che lo tenne in sé, che lo sentì crescere crescendo ella stessa. Annilichimento. Essere nulla. Nulla. Scomparire. Urlo che non esce. Nulla. Nulla se non orrore. Senza panico. Senza paura. Solo orrore incapace di dire, di dirsi. Questo capitò a Maria. Questo capita a noi tutti quando vediamo, assistiamo al male accanirsi sui piccoli, sui bimbi, sui figli, male nostro, provocato da noi, da noi adulti, o malattia, inesorabile, cattiva, lenta, inesorabile, ma male, male comunque, comunque male. Annichilimento. Non protesta.
Dolore. Silente dolore.

La musica riprende e in parte calma. Si adagia. Si alza. Finisce. Applausi. Bello, bravi.

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