Eppure ci sarebbe tanto bisogno dell’energia, della voglia, dell’entusiasmo dei giovani, dei ragazzi, dei nostri figli. Ci sarebbe bisogno anche delle loro incazzature, della loro rabbia nei confronti di un mondo che non trova la quadra, che non sa dove andare, nel quale i ricchi diventano sempre più ricchi e i poveri sempre più poveri.

Ci sarebbe certamente bisogno di un mondo che rompesse con i monopoli e nel quale la libera circolazione delle persone e delle idee fosse garantita.

Ci si dimentica troppo facilmente che i salti in avanti, i miglioramenti, il progresso sono stati possibili grazie al contributo di tutti, grazie allo straordinario ampliamento e diffusione della cultura e del sapere, diffusione e ampliamento che ha fatto sì che le mente migliori emergessero nei vari campi a dispetto che fossero nate in Scandinavia, in India, negli Stati Uniti o in Germania.

Solo grazie alla libera circolazione del sapere e delle persone sono state possibili le scoperte scientifiche che oggi ci facilitano tanto la vita e questa libertà è oggi messa in dubbio e spesso anche violata, in ragione di una difesa della nostra ricchezza acquisita, della nostra pace sociale, difesa miope e, spesso, violenta.

I ragazzi questo lo sentono, osservano questa miopia e questa violenza e ne sono disgustati, tanto che le loro canzoni sono piene di disillusione, di rabbia, di depressione, di disincanto.

Ma noi abbiamo bisogno di loro, dei giovani, dei ragazzi, dei nostri figli. Per costruire un mondo migliore. Per costruire una casa comune europea, per radere al suolo le mille consorterie, le mille rendite che frenano e ostacolano il progresso comune.

Si sveglieranno? Saranno con noi? Speriamo.

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