Qualche giorno fa sono andato a vedere questa nuova versione (la prima è del 1974) del celebre giallo di Agatha Christie.

Al termine, dopo quasi 2 ore di film, due domande sono apparse con chiarezza alla mia mente, pur offuscata dall’ora tarda: perché Branagh ha accettato di mettere la sua bravura al servizio di una impresa così noiosa e disperata? e perché il sottoscritto aveva accettato di andare a vedere quello che al di là di ogni ragionevole dubbio poteva essere solo una delusione?

Ora alla prima domanda c’è una semplice risposta: partecipare ad un’impresa che costa 55 milioni di dollari e ne incassa 250 milioni è una azione che quantomeno ti rende molto popolare nell’ambiente. E probabilmente contribuisce in maniera non secondaria al mantenimento del proprio frugale stile di vita.

La seconda, al contrario, rimane senza risposta. Amicizia è forse quella che ci va più vicina. Amici me l’hanno proposto e io per amicizia ho accettato.

Ciò detto, dicevo che il film si propone fin da subito ad un occhio attento come una impresa noiosa e disperata. Noiosa perché la vicenda è nota e stranota e assistere (o leggere) un giallo di cui si conosce già la fine è come iniziare un matrimonio ventanni dopo la luna di miele: si sa come va a finire e ti sei perso il bello della vicenda.

Disperata perché la precedente versione e ogni altra che ne è seguita (4 senza contare rimaneggiamenti televisivi vari) è sempre stata condotta ad altissimo livello attoriale. Se va bene uno pareggia. Se poi Poirot è un improbabile belga con la faccia da irlandese di Branagh, magro, senza baffetti, ma con enormi moustache, goloso, ma senza eccessi, senza isterismi o con una modesta alterigia, ebbene l’impresa diventa davvero improba.

Per di più, e finisco, il film indulge a lungo a Gerusalemme e Istanbul accorciando di conseguenza i tempi successivi dedicati agli interrogatori, cosicché si esce avendo capito (perché ricordato) l’impianto generale, ma con qualche dubbio sul ruolo dei vari personaggi. La domanda più frequente, infatti, alla fine è stata: ma Willem Dafoe che c’azzeccava?

Insomma, esso non vale il biglietto.

 

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