Alla Fabbrica del Vapore a Milano (Via Procaccini 4) è stata inaugurata venerdì 1 dicembre la mostra Revolution, promossa tra gli altri dalla Skira del mio amico Stefano. (fino al 4/4/18)

Di produzione inglese (Victoria and Albert Museum) la mostra dà conto in maniera dettagliata e approfondita di ciò che accadde nel mondo tra il 1966 e il 1970: una rivoluzione.

In mostra abiti, fotografie, video, copertine di dischi, il primo mouse, manifesti, la prima edizione del Signore degli Anelli, frasi e citazioni di quel periodo. La mostra è talmente densa di cose che per vederla con l’accuratezza necessaria temo bisognerebbe dedicarle parecchie ore.

Ciò che colpisce ancora oggi è la forza e l’energia sociale che in quegli anni le società occidentali (Inghilterra e gli altri a seguire) produssero. Tutti i temi che ancora oggi sono d’attualità vennero posti in quegli anni. I ragazzi erano allora felici e incazzati, tanto quanto sono oggi tendenzialmente depressi (e solo Dio sa quanto avremmo bisogno di un po’ di sana incazzatura giovanile).

Una citazione per tutte: “Non importa quanti arresti la polizia fa… non ci può essere una retata finale, perché la rivoluzione è dentro la mente dei giovani” (T. McGrath International Times 1967)

Per la gente che come me visse quegli anni da bambino o ragazzino è un tuffo gradito nei ricordi un po’ sbiaditi dell’epoca dei nostri fratelli più grandi. Spero (ma dubito) che per i ragazzi di oggi essa possa costituire una scossa e una sveglia. Con i giganteschi problemi che dobbiamo affrontare (ambiente e densità demografica moltiplicati per divario nella ricchezza e individualismo) il ritorno della fantasia al potere sarebbe davvero gradito.

In sintesi: la mostra è cara (18 euri), ma vale il viaggio.

 

 

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