Sir Kenneth Branagh, di cui ricordo tante cose (in primis l’Enrico V), ma soprattutto l’Otello di “Nel bel mezzo di un gelido inverno“, prova a portare al cinema il suo teatro. Nelle sale italiane nelle prossime settimane e mesi verranno proiettate cinque commedie della sua compagnia. Non sempre lui, il Sir, ne farà parte, ma spesso sì.

Qualche sera fa siamo andati a vedere Winter’s Tale di William Shakespeare.

Confesso che non conoscevo il testo e dopo averne visto la fedele trasposizione filmica ho capito perché. La trama, infatti, è debole e bizzarra. Rimane pur sempre Shakespeare, ma certo un testo minore, illuminato solo dalla presenza scenica di Judi Dench, che, smessi i panni di M della serie di James Bond, qui interpreta con forza Paolina, ovvero la schiettezza e la saggezza fatta persona.

La trama ondeggia tra la più cupa e veloce delle tragedie del primo tempo e una commedia degli equivoci nel secondo. Tutto è bene quel che finisce bene, ci dice anche stavolta il Bardo, ma, come dicevo, questa volta ce lo dice in maniera un po’ raffazzonata, affrettata e per quanto Branagh cerchi di rendere il dramma della pazzia tutto risulta così tirato per i capelli che, ripeto, l’unica presenza convincente è quella di Paolina/Dench con la sua forza e il suo piglio da tremenda vecchietta (la ragazza è del 1934).

Detto questo dell’opera, il progetto di portare il teatro al cinema, già tentato altre volte, qui si impapera sui tempi: un bel quarto d’ora (o più) iniziale per descrivere il progetto, dei bei minuti abbondanti a ritrarre dall’alto la platea del teatro in attesa che la commedia iniziasse, quindici minuti, quindici, di intervallo tra il primo e il secondo tempo, altri minuti di platea in silenziosa attesa che finalmente di riaprisse il sipario, tutto evidentemente per rendere l’atmosfera della sala e il mistero della rappresentazione teatrale.

La regia, poi, quando si è iniziato, è stata accurata con primi piani e scene di massa. Tutto molto bello, ma 3 ore abbondanti di film sono davvero troppe per assistere a due atti stentati del pur sommo e indiscutibile Shakespeare.

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