Che piacere potersi unire al coro entusiasta di coloro i quali hanno visto questo film: bello.

Uscendo dicevo ai miei amici che mi aveva convinto perché trovavo che la storia fosse stata raccontata con misura. Una signora del crocchio a fianco al nostro involontariamente mi ha sentito e a mia volta ho sentito che faceva propria quesla pazza gioia1ta mia espressione di modo: “con misura”.

La pazza gioia, come ormai sanno praticamente tutti, racconta storie di disagio mentale e lo fa con delicatezza, senza indulgere in sentimentalismi o riprese ad effetto. Non ci sono scene strappalacrime o scenette comiche. C’è una storia, ci sono storie che si intrecciano e permettono di disegnare con precisione i caratteri dei protagonisti.

Perché se una cosa colpisce con l’effetto ritardato dei la pazza gioiabei film (i bei film sono quelli che lasciano nella retina e nella memoria quel substrato che riemerge periodicamente dopo averne finito la visione) è che, nonostante sia per tutta evidenza la storia di due donne, il film è così curato che il racconto si fa corale ed ogni personaggio (il personale della casa di cura, le madri delle protagoniste, il padre, la famiglia che ha adottato, tutti) ne esce con dignità, ben vestito e calzato di una propria personalità.

L’ultima notazione di un non addetto ai lavori: mentre per una delle protagoniste è chiaro che il disagio di cui soffre trova origine in un insieme di situazioni dolorose che hanno ferito profondamente la psiche, per l’altra (che infatti viene definita “una matta vera”) quei dolori e quegli stress apparentemente non c’erano: una vita agiata, molto agiata, bella vita, bella gente, ula pazza gioia2n marito innamorato. Solo una travolgente voglia di avventura che sa di ansia da detenuto che cerca di evadere dal carcere della vita. La pazzia può venire anche da eccesso di felicità e tranquillità? Esiste una pazzia anoressica e una bulimica, certo: quella della Bruni Tedeschi ha il sapore di eccesso di zuccheri da diabete conclamato. Esistono pazzie così?

Non importa: il film è bello, ben scritto, ben recitato e ottimamente diretto. Vale il biglietto.

 

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