Nel breve volgere di due serate consecutive abbiamo visto prima “the program” di Stephen Frears e poi “rush” di Ron Howard

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Due film di sport. The program narra l’ascesa e la caduta di Lance Amstrong, grande ciclista vincitore di 7 tour de france consecutivi, che ha finito la carriera reo confesso di doping. Rush racconta la vicenda di Lauda e Hunt, celebri piloti di formula 1.

ebbene nonostante le attese legate al nome del regista (per molti versi Frears e’ autore più raffinato di Howard) Rush e’ un film, The program una palla senza senso.

le sfide erano simili. Due storie di cui si sa tutto. Solo piccoli e insignificanti particolari rimanevano ignoti al grande pubblico. Quindi nessuna possibilità di sorprese o colpi ad effetto. Proprio per questo bisognava lavorare sul ritmo e sulla recitazione. Howard ci riesce e ci riesce bene, Frears no.

il film di Frears sembra un’opera su commissione fatta per dimostrare qualcosa (e non si capisce cosa).

quella di Howard invece ci dice semplicemente quel che è necessario (e noto) senza esagerare, ma con un ritmo e una cura dei particolari che rendono credibile e piacevole la storia.

peccato prr Frears. Alla prossima.

 

 

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