Qualche sera fa siamo andati (tornati) al Castello Sforzesco ad ammirare la sala delle asse.

Dico subito che la sala è in restauro e quindi quasi completamente coperta da impalcature e teli. Una parete è lasciata per proiettarvi dapprima alcune spiegazioni tecniche del tipo di lavoro che vi si sta conducendo e poi l’immagine tridimensionale di due dei restauratori che illustrano in prima persona ciò che stanno facendo e spiegano il capolavoro leonardesco. Confesso che come un bimbo sono rimasto per qualche minuto a chiedermi se quanto stavo vedendo fosse l’immagine di un computer, quale era, o non piuttosto miracolosamente davvero i due ricercatori in carne e ossa, tanto la riproduzione era verosimile e curata.

Detto questo la sala delle asse è un’opera di straordinaria semplicità e impatto visivo. Per chi non l’abbia mai vista è una sala affrescata da un enorme pergolato oltre il quale brilla l’azzurro. Nessuna figura. Solo alberi e cielo.

Perchè Leonardo l’abbia pensata non so e non interessa. Il risultato è straordinario per freschezza e brillantezza.

Come dice la Michelin dei ristoranti: merita il viaggio, anche perché la Sala fa parte del museo del Castello che è uno dei più belli e meno noti della città.

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