Qualche sera fa con la mia signora sono andato a vedere Grand Hotel Budapest e nonostante la serata per me fosse nata sotto le stelle dell’alterna fortuna tale visione ha redento spirito, anima e corpo: Grand Hotel Budapest è davvero un bel film!

Liberamente ispirato ai racconti di Stefan Zweig il film narra la fantastica avventura di un “garzoncello” che, diventando compagno fedele del Concierge dell’albergo che dà il nome al film, alla fine ne eredita tutte le fortune.

Pieno di riferimenti e citazioni filmiche (le prime che vengono alla mente sono all’indimenticabile Polanski di Per favore non mordermi sul collo oppure al Mel Brooks del Mistero delle dodici sedie) il film è una girandola – forse solo un tantinello insistita – di situazioni surreali, di tansione narrativa e di trovate comiche o sarcastiche.

Si ride, si sorride, ci si bea della ambientazioni e dei colori perfetti, ammirando l’impeccabile self control del Concierge e del suo valido aiutante.

Vale decisamente il viaggio e il biglietto.

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