Moliere in bicicletta, film francese, nell’orginale si intitola Alceste in bicicletta, perché tratta proprio di Alceste, il misantropo di Moliere, o, meglio, di Serge, grande attore ritiratosi dalle scene per ragioni di sdegno verso l’umanità, proprio come l’Alceste di Moliere.

Serge, all’apice del successo, si scopre, ebbe una crisi, cadde in depressione e rinunciò ad un film ormai in lavorazione. Per questo il produttore, suo amico intimo e  padrino di suo figlio, gli fece causa e gli fece sborsare 500.000 euro di penale e lui, Serge, ecco divenne misantropo. Si ritirò in una proprietà sperduta sulla costa atlantica, si mise a dipingere e a vivere in piena e completa solitudine. Lì lo trova Gauthier, altro attore, convertito alla televisione, famosissimo per essere il doctor House francese e gli offre di tornare in scena proprio nel Misantropo di Moliere.

La storia poi si svilupperà tra i due che si mettono a provare la commedia, sottolineandone continuamente la bellezza cristallina, e incontrano una italiana (e una giovane attrice porno) e si beccano l’un l’altro e fanno pace e riprendono a provare, fino a quando tutto sembra a posto, ma, al solito, nulla lo è.

Il film somiglia ad una di quelle piccole creature dalle proporzioni perfette che guardi e torni a guardare senza scoprirne difetti, godendo, appunto, della proporzione delle parti (la scontrosità di Serge, il calcolo istintivo di Gauthier, i diversi narcisismi a conflitto, la natura tersa dei paesaggi, i siparietti comici sparsi qua e là) e proprio attraverso le sue piccole proporzioni si giunge ad una visione del tutto, del conflitto tra risolto e irrisolto, tra pace e guerra interiore, del teatro e dei suoi mestieranti, di quanto gli altri spesso siano strumenti utili solo al nostro piccolo tornaconto.

Per tutto il film ci si chiede quanto Gauthier sia amico di Serge e alla fine, pur inclini alla negazione che all’affermare, il dubbio non si è sciolto e rimanda alla domanda, invero non molto comune ad una certa età: nella maturità cosa è l’amicizia? Se è chiaro cosa questa parola significhi da ragazzi, da giovani, da adulti essa scolora, si appanna, trova mille ostacoli nelle nostre personalità (e interessi) ormai radicati.

In ogni caso il film è bello e merita il viaggio.

Curioso, poi, scoprirne la genesi: il regista davvero peregrinò sulla costa atlantica a casa di Luchini, Serge nel film, per convincerlo a fare un altro film e dalle difficoltà lì incontrate pare sia nato, grazie a Dio, questo progetto.

I misantropi esistono e lottano insieme a noi.

(ps: perchè i distributori italiani pensano che noi si sia più ignoranti o stupidi dei nostri cugini francesi? perché in Francia hanno il coraggio di chiamare questo film Alceste in bicicletta e da noi Alceste diventa Moliere? Tutti i francesi sanno chi è Alceste? Non ci credo e che qui da noi si cerca sempre di indorare pillole anche quando non ce ne è bisogno. Noi pensiamo  che i nostri connazionali siano stupidi e ignoranti, ma questa è un’altra storia)

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