Buona prova (al solito) di Giuseppe Battiston, che ce la mette tutta a reggere una trama divertente sì, ma per molti versi velleitaria e troppo abbozzata.

La storia dell’omaccione egoista e infantile, rinchiuso in una provincia da cui vorrebbe fuggire, aggrappato al ricordo di un amore perso proprio per la propria insipienza (peraltro solo intuita), dedito al vino come la stragrande maggioranza (o totalità?) dei propri compagni di strada, che ad un certo punto si trova, suo malgrado, a dover gestire come unico zio superstite un nipote sloveno, che parla un italiano improbabile (ancorché perfetto nella forma – solo sembra l’italiano di Carducci e Pascoli) e che si scopre essere un campione di freccette….  Ecco già raccontata così dà credo bene il senso della propria precarietà.

Ma il punto non è tanto la forzatura del deus ex machina che innesta l’evoluzione della storia (Zoran, il nipote), quanto l’evoluzione stessa che in pochi minuti, dopo una lunga e insistita e precisa descrizione di un perfetto stronzo egocentrico, fa di quello stesso omaccione un bamba, come si sarebbe detto in una Milano che fu, ebete e travolto da un affetto parentale fin lì mai neanche immaginato.

Insomma, detto in altro modo, la prima parte del film, nella quale il regista Oleotto descrive la psicologia balorda del protagonista Battiston, è ben fatta, precisa, divertente, tutta giocata tra una umanità dolente e un Friuli magnifico che ogni volta invade con prepotenza l’inquadratura  e così rimane (ben fatta) fino a quando Battiston non si mette in testa di portare il nipote Zoran al campionato mondiale di freccette di Glasgow.

Poi il film inaspettatamente accelera nella evoluzione della storia, comprime i tempi, salta i passaggi e lo stronzo Battiston si ritrova ad accettare quel nipote fino ad un momento prima disprezzato e vilipeso. Come e perché è lasciato all’intuizione del pubblico che ovviamente e istintivamente ci attacca una svolta buonista dello zio stronzo, inverosimile data la profonda cattiveria dell’uomo descritto fin lì.

In ogni caso, il film risulta piacevole, divertente nei vari siparietti comici e, come dicevo, all’inizio Battiston è proprio bravo.

Quindi, in sintesi, se volete passare un’oretta rilassati, questa può essere una buona scelta: basta non pretendere troppo in coerenza del racconto.

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