Ieri sera nuovamente teatro. D’altronde, si ragionava, a che pro vivere in una grande città se non si va a sentire straordinari concerti o assistere a belle messe in scena teatrali? Il cinema ci arriva comunque e ovunque, ma musica e teatro?

Dette delle nobili motivazioni che ci hanno spinto fuori casa, dicevo ieri sera teatro con La scena di Cristina Comencini. Un’altro pezzo sul rapporto uomo-donna (così come il precedente The Country) questa volta visto da una angolazione prettamente femminile. Donna l’autrice e la regista (la brava Comencini) e donne le due principali interpreti, Angela Finocchiaro e Maria Amelia Monti. Unico intruso una ragazzo di ventisei anni in mutande (per il piacere del pubblico femminile) interpretato alla grande da Stefano Annoni.

La commedia è piacevole e conferma, se ce ne fosse bisogno, le doti istrioniche da grande attrice comica della Finocchiaro, supportata nel ruolo quasi di spalla dalla altrettanto brava Monti.

Si ride, si ascolta qualche seriosa e interessante annotazione socio culturale sulle dinamiche di coppia, specie su quel delicato momento della vita di coppia che coincide con la nascita della prole (delicato anche perché la coppia finisce e nasce la famiglia), si esce contenti. Non è questo una delle funzioni del teatro?

Insomma vale la pena spendere l’esorbitante somma di 30 e passa euro cadauno. Perché poi una commedia da tre attori debba costare così caro non è dato sapere: ieri sera con 800 paganti i signori si sono portati a casa circa 200.000 euro (c’erano anche i biglietti da 22). Tanti soldi no?

In ogni caso bello vedere una sala gremita in un umido sabato milanese.

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