La mostra me la sono persa. Credo sia stata inaugurata nei primi giorni di giugno del 2011, almeno a giudicare dal video caricato su Youtube.

Due anni fa abbondanti.

Poi l’altro giorno, ad un’altra inaugurazione presso lo Spazio E (Alzaia Naviglio Grande), Valentina gentilmente mi ha regalato il catalogo di quella sua “vecchia” mostra e sono rimasto incantato.

Leggo e sento nelle presentazioni di contaminazioni tra parola e immagini. Bene. A me pittore interessano non tanto questi aspetti, come dire, concettuali, quanto il risultato finale.

I quadri vibrano di colori smaltati, irrobustiti da tagli e lavorazioni. Profondità, spazio, racconto.

Spesso i lavori si articolano in trittici e in dittici, a sottolineare l’importanza, anche e soprattutto in pittura, della “storia”, dell’evolversi, dello spiegarsi delle vicende nel tempo.

L’inserzione di pagine della Bibbia poi è solo un altro modo di fare intendere l’importanza della memoria.

Ma, ma, come dicevo, quel che importa è il quadro, i quadri, le opere, che tutte stanno, sono armoniche nella loro drammaticità e nel misticismo dei colori sontuosi.

Belli, davvero. Complimenti.

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