Dopo tanto, sono andato al cinema.

Abbiamo visto Viva la Libertà di Roberto Andò, tratto dall’omonimo romanzo sempre di Roberto Andò.

Il film è molto bello.

Senza voler svelare chissà che, racconta la storia di un partito senza leadership e di due fratelli gemelli che si sono persi e in qualche maniera (a modo loro) si ritrovano.

Il senso di stanchezza che genera fuga e disinteresse e al contrario la giusta misura nel darsi che accompagna ogni impegno duraturo sono la chiave, forse, del film.

Fatto sta che, al di là della indubbia bravura di Toni Servillo, e dei rimandi alla tradizione letteraria del doppio, da Sosia in avanti, il film inchioda una certa nostra Italia attuale, che lo spettacolo indecoroso di questi ultimi mesi e giorni ha contribuito a rendere ancora più evidente.

Da questo punto di vista un film profetico, visto che per necessità è stato girato ben prima dei risultati elettorali ultimi scorsi e se, per larga parte, la partitura politica si iscrive al grido morettiano (“per favore D’Alema dì qualcosa di sinistra”), l’ordito generale è esistenziale, sofferto, tra l’essere, il dover essere e la distanza tra il dentro e il fuori.

bello. merita il viaggio

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