Preparare una mostra è dipingere, certo, ma anche scegliere i quadri, incorniciarli, rivedere e attribuire un titolo (o negarlo), preparare testi, fissare un listino prezzi, pensare agli inviti, e poi, poche ore prima dell’inizio montare il tutto.

Un sacco di cose da fare. Già così. Se poi a pochi giorni dalla inaugurazione ti viene l’idea – come ieri a me – di sfruttare una grande parete con un grande dipinto che però non c’è, allora le cose diventano, come si dice,  davvero spesse.

Tutto il giorno ieri a lavorare su una cosa su carta da 2,00 metri di larghezza per 2,80 metri di altezza. Mai fatta una cosa così grande. Bellissimo camminare dentro al quadro (in casa non ho una parete adatta – quindi pavimento). Bellissimo sedersi in mezzo al quadro, ma anche stressante (i colori saranno asciutti?)

Dall’idea, al disegno, alla realizzazione. Una giornata piena di pittura. Il risultato è ancora distante (spero non molto, ma un po’ sì, certo)

A mezzanotte, smettendo, sentire stanchezza infinita e ricordare quel cretino che diceva che la pittura è per sua natura intellettuale, astratta, a-materica, al contrario della scultura che, sempre per propria natura, è materia, sudore, lavoro: un vero cretino! Dipingere è decisamente una fatica.

Se avete voglia di vedere il risultato / i risultati: sabato 1 dicembre alle ore 18.30 in via Andrea Ponti al 15 a Milano.

Annunci