Nel 1987 Jacob Taubes tenne queste lezioni ad Heidelberg pochi prima di morire a sessantanni o poco più di un cancro. Sei anni dopo seguendo pare un suo desiderio alcuni suoi allievi e colleghi le hanno trascritte e pubblicate in tedesco e Adelphi altri quattro anni dopo le hanno pubblicate in italiano.

Dal testo, al di là dell’argomento, traspare una cultura profonda e sterminata. In esso, infatti, si accumuna San Paolo, e in particolare la lettera ai Romani, a molti pensatori tedeschi (ma non solo) dell’ottocento e del novecento.

Per un bru bru come me, l’accostamento di Freud a San Paolo è per esempio sconvolgente.

(il passaggio da una religione del Padre ad una del Figlio, il quale si fa martire per ristabilire l’alleanza con Dio, alleanza rotta dalla “uccisione” di Dio in nome dei falsi idoli è un tema che pare abbia molto interessato Freud che ne rifletteva in termini di complessi e di conflitti essenziali alla psiche umana: in una società come la nostra occidentale nella quale l’emancipazione femminile stabilisce nuovi ordini all’interno della famiglia, forse al mito di Edipo andrebbe associato una qualche nuova forma mitologica)

Di tutto il libro riporto qui solo una frase la cui purezza letteraria mi pare indiscutibile. Essa riassume una tesi tutta da verificare secondo Taubes nello studio delle varie Apocalissi, ma, al di là di questa verifica – che non è mio desiderio fare – essa, come dicevo è di una bellezza che colpisce: “….tra l’ora e il poi c’è un tempo della catastrofe….”

alcuni miei lavori volevano proprio dire questo.

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