Sabato sera cinema. un film francese per larghi versi sconvolgente. La guerra è dichiarata. la storia autobiografica di una giovane coppia di francesi (che hanno scritto, interpretato e diretto il film): dopo un amore folgorante in giovanissima età i due hanno un bimbo. Quando il bimbo ha due anni gli scoprono un tumore maligno al cervello.

Operazione riuscita e il bimbo oggi sta bene.

Di solito evitiamo di andare a vedere cose del genere. Ci siamo capitati per sbaglio. Non ne sapevamo nulla e per la verità data l’angoscia che il film a tratti inevitabilmente trasmette a metà ci siamo chiesti se non fosse il caso di uscire.

Non lo abbiamo fatto e ne sono contento.

Il film, infatti, è un omaggio alla speranza e alla lotta. Un omaggio alla sanità francese. Un omaggio alla complicità e all’amore che possono legare due persone, due ragazzini, che si trovano in una storia più grande di loro.

Il film si regge, fisicamente per gli spettatori (che sennò sarebbero travolti dalle lacrime), sul fatto che all’inizio vedi la protagonista con un ragazzino grande che sta per fare un esame medico e quindi quando poi ti si racconta di quello stesso bimbo che vomita e sta male prima ancora di riuscire a camminare, sai già che esiste una speranza nel film.

il film è raccontato come una storia d’amore, tant’è che i due protagonisti si danno i nomi di fantasia di Giulietta e Romeo e per questo è leggero e coinvolgente. Anche le canzoni lagna in puro stile primiere dame si fanno sopportare, incluse come sono in una generale poesia.

Condivido chi sulle pagine di quotidiani e riviste ne consiglia la visione. Assistere ai miracoli fa bene.

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