Girando per il Fuori Salone di Milano o vedendo filmati sulla rete o installazioni o mostre mi viene spontanea una domanda: ma esiste ancora una storia? l’arte di narrare è specialistica della letteratura (romanzi) e del cinema? tutti gli altri hanno rinunciato da tempo?

In pittura per secoli si sono raccontate “storie”, anche solo, volendo, in paesaggi e ritratti, visi e campagna, ma storie, sguardi dietro ai quali c’era più che un disincanto e una ironia nei confronti del mondo. Oggi questo c’è? Dove?

Sembra che le storie si siano frammentate, che tutto sia esploso in piccoli pezzi, che, come nei piatti di Schnabel, vengono ricomposti a fatica e solo da lontano possono, forse, significare qualcosa.

Possiamo vivere senza un sentimento e un ricordo e un progetto di storia?

In pittura certamente sì, ma, di nuovo, come già mi chiesi tempo fa, rinunciare a questo aspetto della pittura non significa amputarsi un braccio, abortire una possibilità, troncare germogli?

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