Non molto tempo fa, siamo stati a Chiavari per festeggiare il mio ottuagenario genitore. Dopo aver cenato e festeggiato, io e muglierema siamo andati al cinema e nella vasta scelta offerta dal Tigullio abbiamo capato uno strano film di fantascienza: In Time.

Come riferito da molti critici, il film si basa su una idea intrigante (il tempo è denaro, o, meglio, il denaro è tempo), resa in maniera ambivalente nello scorrere della storia.

Un giovane operaio vive in un sobborgo in un’epoca in cui l’umanità vive, per un mutamento genetico, agratis i primi 25 anni di vita per poi morire inesorabilmente al compiersi del ventiseiesimo, a meno che (che c’è sempre una scappatoia) in quell’ultimo anno di vita non si lavori tanto da potersi guadagnare altro tempo, minuti, ore, anni di vita ulteriore.

Un governo planetario attraverso il meccanismo dei prezzi (da pagarsi anch’essi in minuti, ore, giornate) tiene il livello di densità demografica sotto controllo: troppo lavoro e quindi troppa vita? basta aumentare il prezzo dei generi alimentari et voilà l’equazione risorse/numero persone torna in equilibrio. Neanche Ricardo, Walras o Keynes avrebbero potuto fare meglio.

In tutto questo ordine perenne e perfetto, nel quale alcuni vivono pochissimo e altri non muoiono mai, quel giovane operaio rompe, fisicamente e moralmente, e insieme ad una altrettanto giovane fidanzata inzia una avventura alla Bonnie & Clyde, finendo per riuscire a liberare i poveri dalla oppressione del tempo. Bello, no? Oppure una scempiaggine?

Al solito tutto dipende da come si fanno le cose e in questo caso il film pretende forse un po’ troppo da sé, con citazioni alla James Bond, alla Bonnie & Clyde e alla Metropolis. Insomma un po’ troppo. Però, però la storia è godibile e l’idea del tempo come merce di scambio e di una economia fatta apposta per regolare il numero degli esseri umani, ecco questo rende il film intellettualmente stimolante.

Si esce fantasticando e cercando di capire come potesse mai funzionare il mantenimento dei neonati da zero a venticinque anni: assegni sociali alle madri pagate in tempo anche quelli? evidentemente sì.

Ps: leggo su wikipedia che il film ha guadagnato 142 milioni di dollari a livello planetario e mi chiedo: ma io che lavoro a fà?

 

 

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