Dopo un week end passato a dipingere, malamente, che facevo meglio ad andare a farmi un bel giro, ieri sera sono andato a vedere il secondo film a quattro stelle Corriere della Sera presente in citta’.

Gli altri sono Habemus Papam, gia’ visto, e Poetry, film coreano. Non avendo voglia di assistere a due ore di silenzi orientali, come di solito accade con le opere di quei paesi, ho scelto questo prodotto italiota.

Il film e’ una allegra presa in giro dello stato della filmografia nazionale e, per quella via, dello stato della nazione. Ben fatto, ben recitato, il film e’ di una noia notevole, tutto incentrato come e’ sull’ombelico di quel mondo del kaiser che e’ il televisivo / filmico.

La Tv che comanda e gioca al ribasso. Gli autori che sfruttano. Gli attori paranoici e depressi. Il grande giro che non si spreca. I comici della scureggia imperante. I cinepanettoni tutti tette e culi. Il tutto condito con grande ritmo, ma senza nessun approfondimento che non sia macchietta e colore. Quella di questo film e’ una strada gia’ percorsa da altri sia in Italia che all’estero e che mai, salvo che con Totsie (che pero’ era anche e soprattutto altro), ha prodotti risultati diversi dalla barzelletta di paese.

Questo e’ lo stato del cinema italiota? Queste sono le quattro stelle del Corrierone nazionale? Si’.Ahime’ si’. Rimpiangendo Gasmann, Tognazzi, Sordi, ma anche Raimondo Vianello e i di loro autori e registi.

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