Dopo tanto torno a dipingere. Quanto sarà passato? Mesi.

E dipingendo i miei “sassolini”, come li ha chiamati qualcuno, penso all’invenzione del gesto di Pollock, alla sua scoperta che l’occhio nell’osservare un quadro nota anche l’intensità e la forza della pennellata, alla volontà di catturare il movimento di Balla e Boccioni e di un certo Picasso (la donna piangente su tutti), a Debuffet e ai suoi deserti di segni. Ma in quanto oggi dipingo penso anche al vuoto e al pieno di certe scalinate romane, ai precipizi di senso di certe scomparse barocche.

questo penso e la mano, intanto, insegue il colore là dove doveva essere ed ecco ora c’è.


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Translation? maybe

After a long period of time I paint again. How long? Months, sure.

And painting my little rounds (sassolini, Diego’s definition),  I think to Mr Pollock’s invention, his gesture, his discovery that when one looks at a painting he notes the force of the brush-stroke together with colour, thickness and so on. I think to Mr Boccioni’s and Mr Balla’s willness to catch the movement, exactly, with other means, as did years later Mr Picasso (overall with Crying Lady). I think to Mr Debuffet’s deserts of signs (and siennas).

And painting what today I paint, I think to Barocco, as well, to fullness and emptyness of certain Roman flight of steps, to certain disappointing disappearances of meaning.

This I think today painting, whilst my hand follows colour where it wasn’t and istead it should.

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