In cui si racconta del breve viaggio verso Tokyo e del racconto di Tiziano circa una cena avvenuta qualche tempo prima.

Erano appena saliti sull’aereo quando Mosé riunì tutti intorno a sé e disse: “Mi avete fatto parlare e recitare versi. Non avrei dovuto. Il compito di un accompagnatore non è quello di rubare la scena ai protagonisti veri del viaggio, che siete voi. Quindi, ora vi ridò il palcoscenico. Il viaggio è abbastanza breve, specie se comparato agli altri che abbiamo fatto e che faremo. Però c’è giusto il tempo di ascoltare il racconto di Tiziano, cui quindi cedo volentieri la parola.” Tiziano si alzò in piedi, appoggiandosi al sedile davanti. Era un uomo nel pieno delle proprie forze. Alto, palestrato, con una folta capigliatura dal colore nero brillante, pettinata all’indietro. Mentre parlava muoveva spesso le mani, articolando con grazia in senso rotatorio i polsi. “La mia è una storia molto semplice accadutami qualche tempo fa. Era una sera di fine estate e a Milano tirava…

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