• Ricominciare (da Diario e Mestiere di vivere di C. Pavese)
  • La ripetizione

“Davanti al mare della Pineta, basso e notturno, passando in treno, hai visto i fuocherelli lontani e pensato che per quanto questa scena, questa realtà, ti riempia di velleità di ‘dire’, t’inquieti come un ricordo d’ infanzia, essa non è però per te né un ricordo né una costante fantastica, e ti suggestiona per frivole ragioni letterarie o analogiche ma non contiene, come una vigna o una tua collina, gli stampi della tua conoscenza del mondo. Se ne deduce che moltissimi mondi naturali ( mare, landa, bosco, montagna, ecc.) non ti appartengono perché non li hai vissuti a suo tempo, e dovendo poetare non sapresti muoverti in essi con quella segreta ricchezza di sottintesi, di sensi e di appigli, che dà dignità poetica ad un mondo. (…) Insomma tu non puoi volendo interessarti poeticamente a un dato paese o a una data sfera e  fargli vivere, se non riducendoli agli stampi (insufficienti) della tua infanzia-gioventù.(…) Resta da vedere se, nei due campi l’ attivo e il creativo, devi limitarti a scavare e comprendere sempre più a fondo la realtà che ti è già data, o se sia proficuo affrontare continuamente cose, figure, situazioni, decisioni a te estranee, amorfe, e dall’ urto e dallo sforzo trarre un continuo potenziamento e incremento delle tue capacità. La questione è tutta se, avvenuta la prima conoscenza, si viva spiritualmente di rendita o non si possa accrescere ogni giorno il capitale. Pare evidente che, per quanto faticoso e terribile, le due vie possano congiungersi e un’ esperienza infantile elaborata nella maturità sarà un diverso e novello punto di partenza”.[1]

L’ anno 1942 è quello in cui la tematica di Pavese,….

continua

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