Segnalo per contrappasso (e adesso mi spiego) l’articolo su Corriere.it dal titolo “Dipingo sui muri con le mani”

Lo segnalo per due motivi opposti.

Il primo, positivo: David Tramlett con le sue tele e i suoi lavori post cubisti, molto colorati, divertenti e intelligenti è un signor Artista che va conosciuto meglio.

Il secondo, negativo: che l’articolo su Corriere è un buon esempio di come si tratta, in negativo, l’arte oggi. Nessuna idea e nessuna informazione sul lavoro di Tremlett se non quelle da rotocalco rosa (dipinge con le mani, si è sposato avendo come testimone di nozze Gilbert&George, ha dipinto in ambienti poco raccomandabili – o molto raccomandabili a seconda di come uno vede il tema della prostituzione ed affini).

Si legge l’articolo e si finisce domandandosi: e chi è sto Tremlett, grande artista inglese? Ora se uno è curioso d’arte, ok – ma certo il pezzo in sé è di quelli da far girare la testa da un’altra parte, voltare la pagina e via che si va.

A torto, dicevo, perché Tremlett meritava e merita attenzione, non fosse altro perché dipinge, usa i colori, li stende (con le mani o con i pennelli poco importa) e ottiene lavori che sono divertenti e belli da vedere. Non mi pare poco.

Certo la sua pare un’arte che rifugge dai contenuti, dal racconto; sembra un’arte molto di superifice e di poco spessore, ma al di là del giudizio che uno può dare sul momento generale della cultura oggi (che non mi pare così difforme da questa tendenza tremlettiana), io dico: avercene di opere che con tanta forza e allegria inducono all’ottimismo e alla vita.

Quindi abbasso il Corriere.it in questo caso e viva Tremlett.

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