Nella quale si dà conto delle diverse opinioni dei gitanti sul tema del racconto.

Scesi dall’aereo, nel pullman che li portava in albergo, mischiati ad altri turisti e ad alcuni cinesi, guardavano fuori i palazzoni bui che contornavano la grande strada che dall’aeroporto conduceva in città.

Il cielo era buio, scuro, denso, senza stelle, quasi fosse pieno di fumo. Faceva freddo, molto freddo. Italiano, sempre solo vicino al finestrino del primo posto dell’autobus, si ricordò d’aver letto che Pechino doveva significare capitale del nord o qualcosa di simile.

Sul fondo si erano riuniti i soliti, i più chiacchieroni,….

continua

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