• Solo viaggiare è vivere

Alla base di ciò vi è ben piu’ che una “moda ” culturale. Vi è un cambiamento profondo dell’ idea di se stessi e della propria civiltà; negli ultimi anni del Seicento e nei primi del Settecento, a cambiare è un’ intera mentalità, una modalità di pensiero. Il tema del viaggio è solo un aspetto, ma può essere assai significativo come chiave di lettura attraverso il quale si può individuare la crisi della mentalità eurocentrica. A poco a poco si insinua il sospetto di un errore di valutazione delle proprie forze, riguardo alla propria nazione e civiltà – pensata come l’ unica, la sola. E da ciò la crisi che porterà ad una sorta di “malattia”, di cattiva coscienza come tarlo roditore, come grillo parlante di certa sovranità etnocentrica, antropologica, politica, culturale. Con Rousseau e Schopenauer s’ insinua per la prima volta nella civiltà occidentale un senso di incertezza e di oppressione. Si manifestano i sintomi di stanchezza, di tedio, di un certo incespicare spirituale. In occidente grava un crescente disagio che accompagna la coscienza del progresso che alla fine si identifichera’ a valutazione negativa non solo della civiltà di quel tempo ma di ogni civiltà. Sorgono i filosofi pessimisti, da Schopenauer, attraverso Nietzche, sino a Spengler e Klages.

La crisi di questi anni segna il passaggio dallo spirito….

continua

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