L’arte ha sempre circumnavigato la scienza, l’ha attraversata e ne è stata attraversata.  Si pensi all’impressionismo e al puntinismo, certamente figli di un innamoramento scientista che accompagnava la fisica della fine del milleottocento e l’inizio del novecento. Altri esempi si sprecano: Rembrandt e la sua lezione di anatomia, le scrupolose ricostruzioni garantite dall’uso delle prime macchine ottiche in Vermeer, le leggi dell’ottica nella prospettiva del primo Rinascimento, ma anche, molto più vicino a noi, Wahrol e l’uso della fotografia, per non parlare dei seguaci di Pollock che dallo spazialismo si issarono a rappresentare lo spazio e le stelle infinite.

Una gran confusione di epoche e temi questa mia per significare che da sempre, da Piero in avanti, scienza e matematica, l’ottica e la chimica hanno aiutato, sorretto, ma anche ispirato l’azione pittorica.

Ora Paola Desiderio, pittrice, amica, mi segnala questo evento che si terrà sabato 12 a Milano alle ore 20.00 e alle ore 21.30 presso l’associazione culturale Eclektica in Via Eustachi 4 dal tilolo “La mente quantistica”.

Lo spettacolo, perché di spettacolo alla fine immagino si tratti, è stato ideato dall’inventore, credo, della pittura quantistica, Roberto Denti, di una pittura, cioé, per quel che è dato capire, che cerca di rappresentare quello che è il dato più evidente della meccanica quantistica, ovvero la sua indeterminazione. I mondi possibili, si legge in Denti, sono infiniti, contemporanei e contestuali e questo cerca di rendere pittoricamente per l’appunto la pittura quantistica suddividendo lo spazio pittorico, spesso a natura fotografica, in enne sottospazi contestuali e contemporanei.

Quindi se gli emuli di una certa idea di Pollock cercavano di rappresentare le galassie (il troppo grande) e i seguaci di Monet dell’informale scendevano nella materia alla ricerca delle sue visibili e tattili suggestioni di luce e di colori (il piccolo – ciò che si riesce a vedere), Denti e i pittori quantistici sprofondano nell’infinitesimale o nel contestuale, raccontandoci come le dimensioni del reale siano infinitamente presenti e infinitamente contemporanee.

Per cercar di capirci di più in attesa di poter partecipare sabato 12 a Milano alle ore 20.00 e alle ore 21.30 presso l’associazione culturale Eclektica in Via Eustachi 4 dal tilolo “La mente quantistica”,  chi vuole può vedersi questo breve filmato.

La cosa buffa che anche questa volta capita, così come altre volte in passato, è che questo amore per la scienza in pittura si trasforma, almeno nel linguaggio, in esoterismo e misticismo, quasi che la scienza, e in nel caso in ispecie, la fisica quantistica non fossero ciò che sono, tentativi sempre ripetuti di spiegare il reale provando e riprovando che i risultati ottenuti ieri continuino ad essere veri anche oggi al mutare delle condizioni meteorologiche e temporali, ma una fede, un corpo mistico che i seguaci, auspicabilmente a tendere tutti, devono adorare in rispettoso e accogliente silenzio affinché esso, il corpo mistico, la pittura quantistica,  possa appieno svelarsi. Se non fosse così, l’esempio che Denti fa per cercare di spiegare lo spettacolo di sabato non parlerebbe di tuniche bianche, di suoni e colori, immagini, corpi che danzano intorno ad altri corpi.

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