Continua il racconto del viaggio di Italiano, ingegnere milanese, che nel 1997 ha fatto il giro del mondo in ventisei giorni.

In cui si racconta del risveglio di Italiano in volo e di come per passare il tempo il gruppo decida che a turno ognuno racconti una novella. Il primo a raccontare fu Franco, l’antiquario, con la storia del marito imprudente.

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L’aria condizionata alla fine svegliò Italiano. Bruciore alla gola. Si alzò e aprendo lo stipetto sulla sua testa tirò fuori il maglione che si era dimenticato di mettere all’inizio.

Si guardò intorno. Fuori dal finestrino era ormai notte piena. Dovevano ormai essere sull’Austria. I compagni di viaggio erano seduti tutti lì vicino. Il gruppo in totale era composto da dodici persone e occupavano due file successive dell’aereo. Solo due non avevano trovato posto insieme agli altri ed erano finiti molto più indietro. Di fianco a lui c’era Mosé, la guida, giornalista, un po’ strabordante nel posto striminzito, assorto nella lettura d’un libro. Quando Italiano si svegliò, Mosé smise di leggere, si scosse e mormorò un ‘buon risveglio’ all’indirizzo del suo vicino.

“Dove siamo?” chiese Italiano.

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