(Sono seduto in poltrona a casa mia a leggere un libro appena comprato. E’ estate. Sera. Mia moglie e mio figlio sono in vacanza. Sono solo. leggo. Il libro inizia così…..)

Non avrai altro Dio fuori di me.

Questo dice l’autore che pensava Italiano raccattando borsoni e valigie per salire sul treno che l’avrebbe portato all’aereo diretto, con scalo tecnico, alla prima tappa del viaggio.

Seduto in poltrona l’immagino guardare sfilare case e palazzi, ville, giardini, città che dirada, e chiedersi, nell’assenza del viaggio, chi sia quel Dio cui rimanere fedele con ferma costanza.

“Javhé? Allah? Non son tutti alfine lo stesso? Quel Dio che sulle colline zuppe d’ulivi apparve per darci la legge e scomparire subito dopo lasciando un silenzio riempito di logica e scienze.”

Questo pensa Italiano ed io con lui. Da quanto tempo, mi chiedo, Dio tace e perché? Per quali vaghe ragioni può aver deciso (vento s’azzitta a volte la notte d’estate) che il suono d’incanto tacesse.

Nessuna risposta è data. Lo so o almeno lo credo. Ricomincio. Alla causa del viaggio Italiano ripensa, ricorda, collega…

continua…

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