Proseguendo per la nefasta strada imboccata con “oltre, al di là”, durante questi poveri giorni di festa ho prodotto quest’altro lavoricchio, che, per l’appunto, continua sulla riflessione che lega un presente angosciante, peso, tetro, cupo, ad una pausa di riflessione, ad un silenzio, denso, ad una attesa, per poi esplodere nuovamente di vita.

Come si diceva, c’è sempre un oltre. Così come ci sono sempre masse che si impongono agli occhi ricche di particolari.

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