La Fondazione Puglisi Cosentino ha organizzato una mostra che mette a confronto Burri e Fontana, olio e aceto, verrebbe da dire con metafora blasfema, della pittura italiana anni sessanta e settanta.

Di Burri ho già parlato altre volte e ne ho voluto sottolineare la classicità nei modi di costruire l’immagine. Di Fontana no, o poco o punto.

Il merito di Fontana, al di là dei risultati estetici, sta non tanto nell’aver rotto la tela (e in particolare quasi sempre dei monocromi), nell’aver sfidato l’action painting con i suoi tagli misurati, precisi, eleganti, nei quali la forza del gesto è spesso trattenuta, sospesa, raccontata dai detriti del gesto stesso, dal vandalismo, ma dall’aver introdotto e o dall’aver causato l’introduzione in Italia e nel mondo il termine spazialismo, la parola spazialismo, parola che da un lato evoca una raffigurazione dello spazio, inteso come realtà osservata al di fuori della terra, che sicuramente rappresentava e rappresenta, in certa parte, un terreno incolto per la pittura (con tutto l’ovvio richiamo al superamento delle piccolezze per dedicarsi alle grandezze), e dall’altro ri-immette in pittura lo spazio, appunto, concetto cardine della pittura italiana di sempre.

Certo poi il fatto che la tela potesse essere usata per altro, essere sfregiata, violentata per creareed evocare immagini che andassero al di là della tela stessa è stato un passaggio fondamentale di congiunzione tra la pittura e il diluvio del concettualismo, dell’arte povera  e, volendo, della performing art (quella che di recente ha portato un noto artista italiano a Venezia ad esibirsi nel lancio di sassi a rompere gli specchi, esattamente come Fontana con i suoi tagli rompeva la tela)

Ma, dicevo, al di là di questi discorsi specifici e puntuali sull’uno e sull’altro, non c’è dubbio che Burri e Fontana sono stati e sono ancora gli Scilla e Cariddi attraverso i quali una generazione di pittori italiani ha dovuto passare. Materia, materia povera, vissuta, evidente, usata, violentata, distrutta e ricreata quella di Burri e concetto, pulizia, violenza evocata, ma remota, lontana, trasparente, leggera quella di Fontana.

Di lì bisognava passare. Di lì per certi versi bisogna passare.

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