Unicredit, la banca erede del vecchio Credito Italiano e di molte altre banche italiane e non,  ha deciso di presentare parte della propria collezione d’arte in una mostra itinerante che da Vienna giungerà prossimamente a Verona.

La mostra ha il titolo PastPresentFuture e vuole accostare alcuni dei pezzi storici di una delle collezioni d’arte più importanti d’Europa (nata dalla felice congiunzione tra le collezioni delle varie banche italiane fusesi in Unicredit più le collezioni di Bank Austria e di HypoVereinBank di Monaco) con le opere più attuali aggiunte in questi anni alla collezione stessa.

Ecco così che nascono sei temi o provocazioni, sei domande più che sei risposte, che portano i nomi di “Il Classico”, “Sublime e Pittoresco”, “Metropolis”, “La Geometria”, “Discorso sul Corpo” e “Oggetti del desiderio”.

Gli autori spaziano da Longhi (1791) a Bitzer (2008) in un accostamento a volte curioso e, come dicevo, provocatorio.

Cosa ha a che fare De Chirico, infatti, che teorizzava precisione e cura nella pittura (“mai più di un quadro alla settimana”) con Paolini che rifa il verso al Canova, ma utilizzando per le sue chicchieratrici la plastica, tanto da promettere l’opera in una moltitudine di formati e dimensioni.

Ciò che hanno in comune è un discorso sull’arte, un silenzioso dialogo che si istaura tra le opere e chi visita le sale della mostra, cosicché anche la presenza importante della fotografia fianco a fianco con la pittura si riconduce al tema dell’immagine colta, presa, afferrata piuttosto che scelta, costruita, meditata.

Baselitz è presente con un bel paesaggio, dei suoi, sotto sopra, furbastra invenzione che costringe alla osservazione attenta anche il più distratto dei fruitori d’arte e, nella stessa sezione dedicata al Sublime e al Pittoresco, le fotografie di Axel ricordano il Turner dei ghiacciai e gli impressionisti della nebbia sul Tamigi.

Interessanti i collage di Schwitters, specie quello dal titolo 29/9 del 1924 con l’inserimento del pizzo ricamato, tanto comune oggi in molte opere di artiste contemporanee, così come bella è la Bowl di Tony Cragg del 1981.

Si finisce (o si inizia, a seconda dei gusti) con tanta pittura astratta e geometrica nella sezione per l’appunto dedicata alla Geometria, con Tirelli, Bitzer, Zobenig e Rockenshaub, tutte opere recenti o recentissime, quasi che la pittura oggi debba per forza rifarsi a questo astrattismo geometrico senza significato e forma che non sia decorativismo e colore.

(le opere qui di seguito presentate non sono alla mostra, ma sono esempi di alcuni degli autori presenti alla mostra)

(per vedere i quadri presenti alla mostra se siete dotati di pazienza e del software Flash allora cliccate qui)

Annunci