Avevo letto di questa mostra che unisce 47 gallerie d’arte milanesi in un’unica performance, per dir così, alla quale ciascuna contribuisce con un’opera, riuscendo, ciò nonostante, ad offrire una buona visione dell’arte del novecento dagli anni trenta ai giorni nostri.

Si va da “Apparizione biologica” di Enrico Prampolini alla pittura monocroma e materica di Jason Martin.

Tra le 47 opere esposte colpiscono per l’appunto Prampolini con una sorta di natura morta tutt’altro che statica, anzi, al contrario, fluida, mobile, illuminata al centro da una biacca slavata e iridiscente. In questo quadro del 1935 si è persa la velocità futurista, mentre si è aperta una visione naturale ed interiore insieme, intima, direi (ma anche con qualche accenno proto-materico) che riprende certe lezioni impressioniste.

Poi il connubbio Fontana-Baj, il cui risultato è divertente e piacevole, tutto giocato su un vermiglione tenue e quattro sassi che impreziosiscono la composizione.

Di Alighiero Boetti c’è un planisfero in stoffa azzurra e allegre e multicolori bandiere riecchiegganti in ottica polemica le bandiere statunitensi che in quegli anni furoreggiavano oltre oceano fingendosi critica e vezzeggiando al contempo il patriottismo yankee.

Poi una delle mani di Clemente, mano che avrebbe voluto imporre il segno che riassume (l’indice alzato), ma che si è vista tagliare il dito, in un tripudio fumettistico trash di grosse goccie di sangue che non spaventano nessuno. Qui mi ha interessato soprattutto il mezzo, la carta, fogli di carta uniti tra loro da cerotto o nastro da pacchi, tutto dipinto in maniera omogenea di un azzurro ceruleo, vivo, troppo vivo, tanto vivo da essere falso.

Poi altro e altro ancora con una cavalcata, come dicevo, tra i vari momenti del novecento, fermandosi un attimo anche sulla pittura-pittura, sul quel monocromatismo che tanto piacque negli anni settanta e ottanta, con Jason Martin e il suo olio su alluminio, dipinto che esce dalla superficie e si finge elica pronta a volare.

Bella mostra. Fino al 18 ottobre. Affrettatevi, chi può.

Annunci