Un blog, un sito, è uno spazio virtuale col quale perdere un po’ di tempo.

Ci si informa. Si guarda. Si legge. Si ascolta. E di conseguenza si pensa, di cartesiana memoria.

Ora questo blog si chiama come me e quindi immagino incuta un po’ di soggezione come se uno entrasse in casa mia, ma non è così. Questa non è casa mia, così come un ‘opera d’arte una volta finita non è dell’autore, del pittore o poeta che sia, ma sua e di tutti coloro che la leggono (uso solo il verbo leggere per ogni tipo di opera d’arte non a caso – le opere si sentono, di vedono, ma soprattutto si leggono).

Devo dire che un numero sorprendentemente alto (in relazione allo scopo e ai temi trattati) di voi viene qui e legge, gira pagina, scava e trova o ritrova, ma invece, come vedete bene dalla colonna qui a sinistra, pochissimi scrivono, commentano, mandano idee, suggerimenti, richieste di temi o argomenti da trattare. Così come pochissimi mi scrivono alla casella indicata questa volta nella colonna di destra.

Ciò non va bene. No.

Se sta roba, se sto blog, sto sito vi piace, un po’, tanto o poco, esso è anche vostro e dovreste curarvi delle cose vostre, chiedere, scrivere, commentare, mandare idee.

Mi piacerebbe avere richieste da esaudire (tipo: parla di questo pittore o di questo poeta) così come mi piacerebbe ricevere commenti su cui riflettere e rispondere. E anche critiche ovviamente.

Mi piacerebbe. Ma non succede. Succederà? Mi renderete davvero felice? Chissà? Buon week end a tutti.

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