Sull’ultimo numero della rivista del signor Politi è pubblicata una lettera di una lettrice che chiede un parere sulla qualità delle proprie opere, alcune pubblicate peraltro anche sul sito dell’artista stessa. (www.enzamiglietta.com)

 Il signor Politi risponde che la signora Miglietta è una artista di ottima qualità e sensibilità, ma che, ahimé per lei, è nata e risiede in una città troppo lontana dall’Arte con la “A” maiuscola.

Dice infatti Politi: “Purtroppo vivendo a Brindisi o a Lecce (come mi pare di capire) le possibilità di crescita e di visibilità sono quasi pari a zero. Un artista nasce sempre dal confronto con gli altri, mai dalla solitudine del suo studio. L’arte è confronto ma anche competizione. L’arte, per essere attuale e crescere, deve misurarsi con il mondo e con gli altri artisti, con cui deve condividere clima e ricerca. Purtroppo a Lecce o Brindisi queste opportunità (quasi) non esistono (senza offesa per alcuno, basta guardare le statistiche: mai alcun artista diventato famoso è nato e vissuto in province lontane dal sistema dell’arte). È già difficile a Milano o a Roma crescere in modo corretto, immaginarsi nel tuo lontano Sud.”

Ora queste parole del signor Politi credo meritino qualche pensiero in più, specie in un’epoca come la nostra, con Internet, mail, Twitter, Facebook e chissà quali altre diavolerie.

Non si dice sempre che siamo un villaggio globale? Confrontarsi con gli altri artisti bisogna farlo per forza fisicamente? Cosa significa la frase “l’arte è confronto, ma anche competizione”?

Certamente l’arte ha una fisicità che lo schermo riporta male o non riporta per nulla, ma è altrettanto vero che leggendo e vedendo è possibile, io credo, farsi una idea di coloro i quali fanno ricerche serie e di coloro i quali muovono i pennelli in allegria. Non è così?

Questo giudizio sulla provincia italiana (e mondiale) non significa in realtà poca voglia di muoversi e di scoprire? Come è stato scoperto Cezanne nella sua ridente Aix?

Sono domande. Provocazione. Pensieri.

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