Nello stesso deserto si innalza il folle verso di Dino Campana, il cui frammentismo “nasce (…) dalla sofferenza di uno spirito che stenta ad incarnare in parola e ritmo i balenanti soprassalti di un’ispirazione furente e sfuggente”11; mentre dal deserto della guerra, “da questa terrazza di desolazione”, Ungaretti manda alla Voce i suoi frammenti, che poi costituiranno Il porto sepolto e l’Allegria di naufragi, rispettivamente del 1916 e del 1919.

 

I versi brevissimi, le analogie…..

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