Ed ecco le prove. Le prove? Quali prove?
Il corpo, gli occhi, il cazzo. Non
sono prove queste? Dai bianchi odori
deprimenti d’un ospedale un’enorme
felliniana infermiera compare: la
prima luce dell’alba si apriva ad
un tratto; al dolore puntuale
m’accorsi d’avere il sedere.
E sdraiato, nel buio della vecchiaia,
morivo lentamente, agitandomi
nel letto. La mia pancia enorme, rossa,
soffiava, ansimava, gondiandosi e
sgonfiandosi: non avevo niente altro
che pancia, pancia, pancia, nient’altro,
è normale?Ed ecco, invece, le schiere dei piatti
e bicchieri, forchette e coltelli. Le
tagliatelle bianche e rosse
ridono come bimbe accaldate
E ridiamo anche noi contagiati.
La tavola, si dice, è vita: per
un sentimento rugoso, godiamo
a vedere, riunite in una
santa messa, le fonti della vita:
acqua, vino, carne e pane,
i vecchi quattro elementi.
Di sotto il tavolo un piede
s’allunga: malizia e allegria
sono spesso sorelle. Lo sfavillio
degli occhi e dei denti
gonfiano il cazzo,
è normale?

Annunci