Partiamo proprio da quest’ultimo caso, che è poi quello del Futurismo. Marinetti, il suo “inventore”, sposando con il mito della macchina l’irrazionalismo e l’attivismo, assegna decisamente all’arte un ruolo subalterno, in vista di un mondo completamente meccanizzato. Ecco ciò che egli scrive nel 1909, su Le Figaro, nel primo “manifesto” del nascente movimento: “La letteratura esaltò fino ad oggi …..

 

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