castello-rapallo-189x128Il SecoloXIX  segnala che a Rapallo nei locali del Castello (che per chi non lo sapesse si erge su un piccolo scoglio davanti alla passeggiata a mare)   si è aperta una mostra che presenta quattro artisti molto noti in zona e non solo.  Sturla, Chigine, Vago e Scanavino.

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A vario titolo tutti e quattro hanno proseguito, con accenti propri, ovvio, la lezione che dall’impressionismo passò per Monet e le sue ninfee per sbocciare nel (nostro) informale.vago003

La natura e la luce investigata oltre ogni dire, nei suoi più piccoli anfratti, variazioni, pulsioni, come a significare quanta attenzione sia da porre nei particolari, nello studio e nell’analisi dell’infinitesimale.

Si scende con loro, in generale, dentro la visione, anche se, bisogna dire fin da subito, che Scanavino se ne tirò fuori abbastanza presto, virando verso un espressionismo attento ai gesti e al segno, alla potenza “linguistica” del segno forte, nero, chighine2deciso.

Per chi come me è legato a Chiavari spiace la mancanza di altri che accompagnarono e furono protagonisti, anche se in maniera meno vistosa, della stessa avventura (in primis Ugolini), ma si deve ammettere che i nomi qui presentati hanno avuto maggiormente gli onori delle cronache e quindi la scelta di focalizzarsi su di loro e solo su di loro, oltre, immagino, ad un evidente problema di spazi, sia dovuta anche alla necessità di rendere la mostra più orecchiabile al turismo lombardo.

Da un punto di vista pittorico, la discesa nella natura ha condotto a profondità e leggerezze, densità e coloriture notevoli, anche se fu ben presto chiaro che oltre non si sarebbe mai potuti andare e che per proseguire l’avventura delle immagini bisognasse, come infatti ha colto, si diceva, Scanavino, muoversi di lì e tornare al segno, al linguaggio, al disegno e, per alcuni, all’abbandono della tela e dei pennelli, tanto si poteva considerare “finita” quella ricerca.

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Muoversi di lì ha significato virare verso il materico, la pop art, il fumetto o la pubblicità, tutte espressioni nelle quali la razione in qualche maniera si è presa la sua rivincita sulla sensibilità, sulla sensualità, sui sensi. Ma questa è un’altra storia.

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