gennaio1

Gennaio è mese di rossi
e di bruni. Gauguin pittore
scostante nelle sue vette e
nei suoi baratri travolse
un giorno moglie e figli
buttandoli là al caldo
di una famiglia normale
nell’indifferente marcio
di Danimarca e scappò fuggì
dileguò sciolse
al chiaro di altri soli
tutto se stesso aria fresca
di mare (Tigullio sospeso
è ancor lì) e luce luce
infinita lo benedisse
di rossi mai visti ecco un
mare laggiù in fondo
in cima al dipinto laggiù
lontano ben più lontano
della vacca che accompagnando
il verso del tutto sculetta
oziosa nella quiete del
primo piano premesse dunque
attesa assenza di forti emozioni
presagi indizi nel gennaio
nostro quotidiano nulla
ci sfugge di più di ciò che
davvero già si conosce
gli indizi son chiari lampanti
eppure null’altro si spera
che nella frusta della roulette
che muti il nero in rosso
e accenda col tratto di penna
il lento mutare di cose
e situazioni Guaguin così fece
ed impugnò la frusta e
scudisciò il proprio viso
infliggendosi quel segno che
poi Dio riconobbe e baciò
ma in lui questo già si sapeva
già ad Arles era lampante
in noi dal grigio al grigio
più chiaro o più scuro
cammino breve è la sera

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