Tempo fa in una trasmissione televisiva è stato intervistato Sermonti, professore di letteratura, critico e lettore (pubblico) di Dante.

Premesso che Dante è, con licenza poetica, molto poetica, il Maradona della poesia, il Picasso della lingua, ma di più, molto di più, il fondatore e ancor oggi il miglior giocatore di quel gioco che chiamiamo lingua, poesia, premesso questo e con buona pace di Contini, cui mi inginocchio in venerazione, ma perché la poesia va eseguita? o meglio, perché va eseguita dall’autore della poesia stessa?

Che la poesia sia bella da leggere ad alta voce, in realtà, è vero, concordo.

Ciò che non condivido è che siano obbligatoriamente gli autori a leggere le proprie poesie, o quelle di altri. Se uno è poeta non solo non è detto, ma è quasi etimologicamente vietato che sia anche “attore”.

O no? Se uno aveva il guizzo per parlare in pubblico, perché scrivere? O no?

 

On television some days ago they interviewed Mr Sermonti, Italian Literature Professor, Dante’s lover and pubblic reader.

Dante is for sure, with a certain poetic license, a Maradona of Poetry, a Picasso in writing, but, of course, even more: he was and he’s till now the best player Poetry has ever had, but if this is true and it is, why should we read Poetry in public? Or better, why should an author read his work on a stage?

I agree that some Poetry should be read loud, but I do not agree on authors should read it.

If one is able to speak, why should he write?

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